Si parla moltissimo di asana (le posizioni yogiche) di come entrare in esse, di come manterle, del giusto allineamento, di come sta lavorando ogni muscolo del corpo in quella posizione. Sono tutti aspetti importanti e sicuramente da conoscere, ma viene spesso sottovalutata l’importanza del respiro. Mi vorrei soffermare proprio su questo punto poiché, prima ancora dell’allineamento perfetto, penso sia la base dell’asana, oltre che della pratica yogica.

Portare l’attenzione a come stiamo respirando e se stiamo respirando, nell’entrare ed uscire da una posizione, é fondamentale per l’asana stessa. Molte volte siamo in apnea, scolleghiamo il movimento dal ritmo respiratorio, questo ha come conseguenza una contrazione del corpo, una sorta di chiusura, ovvero l’opposto di quello che stiamo cercando. Soffermarsi sul respiro, per esempio utilizzando la fase espiratoria quando ci stiamo allungando, indirizza la mente al lasciar andare, abbandoniamo le tensioni fisiche lasciando fluire la nostra energia più liberamente.

Lo yoga pone grande attenzione al respiro, é la parte più grossolana e materiale dell’energia pranica, il soffio vitale. Saper indirizzare il respiro correttamente e focalizzarlo nei punti di tensione che percepiamo nel corpo, ci permette non solo di arrivare ad una maggiore consapevolezza, ma di aprire e sciogliere profondamente quei blocchi fisici che ci limitano. Ascoltare la respirazione e collegarla al movimento focalizza la nostra mente tenendoci nel ‘Qui e Ora’ , nello spazio presente della nostra pratica, allontanando i pensieri che arrivano e ci distraggono.

Il respiro, oltre ad essere la base della nostra esistenza, é un mezzo potentissimo di consapevolezza e quiete interiore. ‘respira che ti passa’, é proprio così, essere consci della respirazione e saperla direzionare consente di entrare in uno spazio interiore profondo, di frenare le azioni impulsive, di fermarci ad ascoltare. Nella frenesia del fare, prendersi questo tempo conduce ad una sosta interiore, a lasciar andare, consente di fluire con maggiore tranquillità nelle asana, come nella vita. Ci riappropriamo di un momento per noi stessi, nell’attimo di un respiro.

Inizialmente questa concentrazione sull’atto respiratorio può risultare faticosa, l’importante è provare a farlo, questo, è già un primo e fondamentale passo per stare meglio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.