Parinam è la parola in sanscrito che indica il cambiamento.

Penso sia importante ragionare su come ci poniamo nei confronti dei mutamenti che si susseguono nella nostra vita. Spesso, il cambiamento è vissuto come una variabile traumatica, passiamo lunghi periodi della vita a costruire delle situazioni stabili, a crearci delle zone di comfort in cui sentirci sereni, realizzati e tranquilli. Nel farlo dimentichiamo, però, che tutto si trasforma continuamente. La staticità è un’illusione da cui ci facciamo coccolare, ma che distoglie la nostra attenzione dalla realtà e finisce con il provocarci dolore. La vita è un mutare incessante, nulla potrà mai rimanere uguale, è fisicamente impossibile, tutto si trova in un fluire continuo.

Ogni singola cellula del nostro corpo si trasforma costantemente, la natura stessa ci racconta di questi mutamenti attraverso le stagioni, i cicli vitali di piante e fiori. Intorno a noi abbiamo una narrazione incessante di ciò che è parinam, ma anche di fronte a questa evidenza, cerchiamo la staticità, tentiamo di sistemarci in un’abitudine. Quest’abitudine, oltre a darci sicurezza, ci sembra ibernare spazio e tempo nell’istante in cui per noi tutto è come lo vorremmo. Ogni mutamento porta con sé un continuo doversi mettere in gioco, un costante lavoro su se stessi, contiene difficoltà ed a volte disagi, ma implacabilmente arriva nelle nostre vite e, se non ne prendiamo consapevolezza, quando accade possiamo cadere in preda a grande turbamento.

La paura  del cambiamento si ricollega ai nostri attaccamenti, dovremmo quindi provare a ragionare sul fatto che non è la stabilità, o ciò che pensiamo di possedere, a darci la serenità, quanto piuttosto la nostra consapevolezza interiore, il vivere appieno il momento presente. L’unica cosa che non è soggetta al mutamento è il nostro vero sé. Finché affidiamo la nostra felicità a fattori esterni, questa non potrà essere durevole, proprio per effetto di parinam. Tutto ciò che ci accade, può essere invece visto come un’opportunità di crescita, di evoluzione, accettare di vivere con serenità il cambiamento ci consente di progredire nella conoscenza più profonda di noi stessi e di ciò che cerchiamo.

Lo yoga ci racconta del mutamento a livello fisico attraverso le asana. Con la pratica costante il nostro corpo cambia, diventa più flessibile, otteniamo maggiore equilibrio e forza, ma allo stesso tempo ci fa notare come ogni giorno siamo differenti, il nostro corpo reagisce alla medesima posizione in maniera discordante, anche nell’arco della stessa giornata. Succede che alla sera arriviamo a toccarci le dita dei piedi e il mattino successivo no, oppure che un’asana che gestiamo perfettamente, un giorno non ci riesca proprio. La pratica yogica ci insegna ad accettare il cambiamento, a viverlo, ad ascoltare i suoi messaggi, ad essere costantemente nel momento presente, diventando sempre più consapevoli di cosa sia parinam e di come poterlo affrontare con serenità. Ci insegna il lasciar andare, il vivere il mutamento. Andando oltre il piano fisico, attraverso respirazione e meditazione, possiamo aprire il nostro sguardo interiore indagando ciò che siamo e liberarci dei timori che parinam porta con sé.

Ci allontaniamo dagli attaccamenti per fluire liberi nel qui ed ora.

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